Galleria Barbara Mahler
  Roberto Loyola - NATURE 1



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Galleria Barbara Mahler presenta:
NATURE 1 mostra  personale  di  Roberto Loyola, a cura Igor Zanti
Vernissage: 22 marzo 2011 18.00 - 20.00
La mostra è aperta dal 23 marzo 2011 al 15 maggio 2011


Naturalmente…
di Igor Zanti

«Seguo la natura senza poterla afferrare; questo fiume scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente.»
Claude Monet

Il rapporto dell’artista con la natura è sempre stato molto stretto, a tratti quasi viscerale. Lo stesso Dante Alighieri nella Commedia identificava l’arte come figlia della natura e quindi come sua derivazione attraverso al mediazione dell’essere umano.
Platone dedicò molta attenzione alla relazione tra arte e natura ed al valore della mimesis (imitazione, riproduzione) quale pratica fondamentale nell’azione artistica.

Se da un lato nel passato si è sempre cercato di giungere da un punto artistico ad una riproduzione quanto mai fedele dell’ambiente naturale, cercando una dimensione oleografica, dall’altro è interessante notare come già nel XVIII secolo il poeta inglese Alexandre Pope, proprio sul concetto di mimesis, affermasse: “art is NATURE to advantage dressed” (la natura diventa arte quando è migliorata o "adattata" dall'uomo).

L’avvento della fotografia in un certo senso rese superfluo, invalidò, il concetto di mimesis e lo stesso rapporto tra artista e la natura si modificò, con la progressiva rinuncia al tentativo di rendere la rappresentazione della natura quanto più possibile fedele al modello. .
Rimane nonostante tutto in tutta la storia dell’arte, anche nella più recente, un’ attrazione fatale, tra artista e natura.

Roberto Loyola in questo senso non fa eccezione, è un tipico esempio di come, pur frequentando ambiti pittorici differenti, in molti artisti del Novecento sia molto forte il rapporto con la pittura en plein air, quella che tradizionalmente si definisce pittura da cavalletto.

Loyola, infatti, pur essendo vicino a quella felice stagione dell’arte romana che fu la scuola di Piazza del Popolo- come testimonia tra l’altro il suo carteggio con Tano Festa- in maniera trasversale, quasi con costanza, dedicò parte della sua produzione all’osservazione o meglio alla rilettura della natura.
Quello che emerge da una analisi delle opere di Roberto Loyola che hanno per soggetto elementi naturali, è che questo ambito per lui era una sorta di porto franco dove poteva confrontarsi in maniera libera, quasi ancestrale con il colore.

La citazione di Monet come incipit di questo breve testo non è casuale: lo stesso Monet nella dimensione della natura, ritrovò, specialmente negli ultimi anni della sua vita, uno spazio di forte vitalità artistica e credo sia lecito pensare lo stesso anche per quanto riguarda il nostro artista.
Trovo che i suoi alberi, i suoi fiori, che a tratti toccano una poetica naif, siano frutto di un momento di libertà, di sperimentazione, dove l’artista riscopre una nuova dimensione pittorica più strettamente connessa alla poetica del colore, dove il soggetto diviene in un certo senso un pretesto per andare oltre l’aspetto figurativo della pittura e toccare tematiche forse più vicine ad indagare il valore del cromatismo e della luce.

La selezione di opere presentate in mostra è un modo diverso e forse inconsueto per riconoscere e scoprire un maestro del Novecento italiano, mettendone in luce un aspetto della sua produzione meno conosciuto ma sicuramente molto interessante per quanto riguarda la comprensione dell’evoluzione della sua personale poetica ed estetica.

Igor Zanti


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dal 23.03.2011 al 15.03.2011 presso UBS - Lugano
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