
Galleria Barbara Mahler presenta:
Finish Line (vedi opere) mostra personale di Edo Bertoglio, a cura Gianluca Marziani
Vernissage: Mercoledì, 26 maggio, 2010 - 18.00 - 20.00
La mostra è aperta dal 27 maggio al 15 settembre 2010
Edo Bertoglio nasce a Lugano (Svizzera)
nel 1951.
Il nome del nostro protagonista? Edo Bertoglio
Oggetto del caso? L’ossessione feticistica per le SLOT CARS.
Cosa significa Slot Cars? Le macchine in scala che sono state progettate per correre su piste a moduli componibili (quelle col solco e le due bandelle elettrificate, vi basti ricordare la Polistil con cui molti di noi hanno giocato da piccoli).
A questo punto, volete saperne di più sul nostro artista svizzero? Ebbene, Edo Bertoglio rappresenta un riferimento centrale nella cultura outkast della New York anni Ottanta. Dopo il diploma di regia al Conservatoire du Cinema di Parigi si trasferì prima a Londra e poi a New York. Era il 1976 e da lì iniziò la sua vicinanza ad Andy Warhol, la collaborazione come fotografo per Interview Magazine, la presenza da occhio indiscreto per documentare eccessi, successi e cadute della Downtown Scene più dinamica, trasgressiva, oltraggiosa ma, soprattutto, più inventiva e talvolta geniale. Un racconto videofotografico che trovò a Manhattan il suo apice di eclettismo creativo. E che ci porta con la memoria cinematografica al progetto DOWNTOWN 81, il film con cui Bertoglio ha raccontato Jean-Michel Basquiat e un nuovo modo di intendere il legame tra arte e vita. FACE ADDICT è invece il film del 2005 con cui ha ripreso il filo di quel momento storico, attraverso i personaggi (sopravvissuti nel senso vero del termine) che raccontano come/dove/quando/perché si mettevano in (s)ballo tra musica, arti visive, cinema, giornalismo, letteratura, moda e quanto di meglio offriva la metropoli prima di alcuni tragici eventi (vedi Aids e politiche conservatrici).
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