
Anna's Wintercollection mostra personale di Anna Dosso
a cura di Igor Zanti.
06 Ottobre – 05 Novembre 2010 presso UBS, Lugano
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Verrà poi ‘l verno, che di bianca neve
suol i poggi vestir, coprir la rosa,
e le piagge tornar aride e meste
Bernardo Tasso
L’aria progressivamente si raffredda, le giornate si accorciano,
la notte inizia a prendere il sopravvento sul giorno
e tutto si rallenta. E’ l’inverno, la stagione della casa, la
stagione delle feste in famiglia, del Natale, delle giornate
in montagna, dei camini accesi, dei maglioni di lana,
del profumo di neve. Un quadro idilliaco degno di una
cartolina vittoriana, dove rosei bambini in opulenti salotti
borghesi, davanti a caminetti accesi, decorano giganteschi
alberi di natale sotto gli occhi compiaciuti di eleganti
genitori, con la neve che fiocca filtrata dietro alle tende
di pizzo. Queste immagini non rassomigliano per niente
all’inverno di Anna Dosso, poliedrica e instancabile
traghettatrice di oggetti dalla dimensione del quotidiano
alla metafisica dell’arte. L’inverno di Anna si riversa
sulle sue sedie scultura- vero e proprio feticcio della sua
creatività, -soffocandole con un iperdecorativismo scevro
di maniera, con il suo gusto per l’accumulo, con il suo
horror vacui mal celato.
Anna, autodidatta, artista per caso, ma non per casualità,
compie e ripropone con ironia l’antico gesto duchampiano
della decontestualizzazione, della traslazione
funzionale, utilizzando il taumaturgico tocco creativo per
resuscitare l’opera d’arte che è insita in ogni oggetto, da
un orinatoio a una sedia.
Ogni sedia, o meglio ogni installazione -perché di vere
e complesse installazioni che celano fantasmi di sedute
borghesi, si tratta- è l’occasione per Anna di dare sfogo al
suo immaginario che si alterna tra reminiscenze di un’infanzia
non ancora perduta e uno spirito caustico, a tratti
pungente, mascherato sotto un’allettante innocenza.
Anna Dosso ci propone un viaggio fantastico e ironico
nel suo personale inverno, dove tra non sense linguistici,
ironici abbinamenti ci dimentichiamo della cartolina vittoriana
e dei rosei bambini, per immergerci nel mondo
dissacrante di questa donna che nasconde, sotto insospettabili
sembianze, una poliedrica e coraggiosa artista.