Negli anni Ottanta Edo
Bertoglio viveva
a New
York dove, lavorando come fotografo
per diverse
riviste tra cui Interview di Andy Warhol è divenuto
in breve tempo uno dei più interessanti esponenti
della “downtown scene”, entrando in
contatto con il vivacissimo mondo culturale newyorchese.
Dai suoi incontri occasionali con giovani donne che
frequentavano il Mudd club e il mitico Studio54,
sono nati gli scatti
di Figurines.
La galleria di personaggi proposta da Edo Bertoglio
ci porta all’inizio degli anni Ottanta, nel
pieno del fervore artistico, culturale e mondano
di New York, una città che si stava a fatica
riprendendo della crisi economica degli anni settanta,
dalle tensioni sociali dettate dagli scontri etnici;
una città molto più vicina agli scenari
dark di I guerrieri della notte che, per citare un
paragone cinematografico, al pacato glamour di Colazione
da Tiffany o alla spensieratezza un po’ ipocrita
delle pellicole degli anni 50, dove Doris Day cinguettava
allegramente in tailleur color pastello sulle malandate
scale mobili di Macy’s.
Le Figurines, da un
punto di vista formale, sono dei ritratti di giovani
donne che Edo Bertoglio, attraverso l’uso del
flash anulare, ha voluto in qualche modo smaterializzare
fisicamente, annullando il più possibile i
lineamenti e le imperfezioni del volto, per trasformarle
in magnifiche bambole, più simili a personaggi
di cartoons che a donne in carne ed ossa.
Il risultato finale è una sorprendente galleria
di ritratti di forte impatto emotivo, dove la semplicità delle
composizioni rimanda ad una sensibilità in
bilico tra una cultura estetica quattro- cinquecentesca,
con evidenti riferimenti ad Antonello da Messina,
a Pontormo e alla pittura rinascimentale del nord
europea, e ispirazioni pop, con accenti legati alla
fotografia di moda degli anni Ottanta.
Riscontriamo nelle opere di Edo Bertoglio una ricerca
di classicismo mediato da accenti di schietta
matrice contemporanea, che propongono una intrinseca
rielaborazione del concetto di ritratto.
Chi entra in contatto con queste immagini sarà inevitabilmente
costretto a intraprendere un viaggio nella
memoria, riscoprendo il gusto e la cultura di una
realtà ormai scomparsa, che nei suoi momenti
finali ha dovuto fare i conti con le devastazioni
della droga e della malattia, e avrà il privilegio
di penetrare questo mondo attraverso l’insostituibile
viatico dello sguardo di uno dei suoi più interessanti
protagonisti.
di Igor Zanti
Galleria Barbarbara Mahler 22 novembre 06 - 14 gennaio 07 - Lugano
Il catalogo è stato realizzato grazie al contributo di UBS
Si ringraziano inoltre: Etnic
Cafè - Massimo
Giudici fiori e decorazioni -
Lugano - Mascioni hotel collection - Astoria Vini - Vago.com design diffusion
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"Anya Phillips"
1979 |