
La matematica vista nella giusta luce,
possiede non soltanto verità
ma anche suprema
bellezza,
una bellezza fredda ed austera,
come quella della scultura.
Bertrand Russel, Misticismo e logica
L’incontro con Marco Porta ha completamente
rivoluzionato il mio modo di interpretare la sua
produzione artistica. Se da un lato, la mia cultura di
taglio umanistico mi portava ad una lettura di
stampo poetico e pseudopsicologico, dall’altro,
notavo che alcuni elementi male si adattavano alla
mia interpretazione, rendendomi difficoltosa la
comprensione delle sue opere.
Parlare con un artista è un’esperienza, per chi si
occupa d’arte nel ruolo parassitario del critico,
entusiasmante e talvolta sconvolgente.
Ho trovato profondamente rivelatore, per
comprendere il lavoro di Marco Porta, scoprire lo
stretto legame che ha, per motivi biografici, con il
mondo scientifico e in particolare con la matematica
e la geometria.
L’artista si è avvicinato alle arti figurative dopo
diversi anni di studio dei sistemi linguistici in ambito
logico e matematico.
L’arte figurativa è divenuta, in un primo momento,
per Marco, una forma espressiva che gli
permetteva, non tanto di realizzare opere d’arte,
quanto di trasporre con il linguaggio dell’arte lavori
matematici.
Ci troviamo di fronte ad una personalità atipica nel
panorama dell’arte contemporanea, atipicità che
rende difficoltoso individuare con precisione i vari
aspetti che definiscono la sua produzione che,
dietro un’immediata poeticità, nasconde una più
profonda complessità concettuale.
di Igor Zanti
Galleria Barbarbara Mahler 17 gennaio - 6 marzo 2007 - presso UBS Lugano
Il catalogo è stato realizzato grazie al contributo di UBS
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"Essere pietra", 2006 |