
Galleria Barbara Mahler presenta:
MAX ! mostra personale di Max Papeschi, a cura Igor Zanti
Vernissage: Martedì, 24 febbraio, 2010 - 18.00 - 20.00
La mostra è aperta dal 25 febbraio al 22 marzo 2010
[>> opere]
La galleria Barbara Mahler è lieta di presentare MAX !, presso la UBS di Lugano, la nuova mostra personale dell’artista Max Papeschi.
Il primo amore di Max Papeschi non sono state le tele, i pennelli, gli scalpelli o la fotografia, ma le tavole del palcoscenico e le macchine da presa degli studi televisivi.
Papeschi, infatti, si diploma, verso la metà degli anni 90 alla prestigiosa scuola Paolo Grassi di Milano e inizia una carriera come regista teatrale e televisivo. Molte sono le sue partecipazioni a produzioni di successo e l’ambiente dello spettacolo contribuisce in maniera fondamentale alla formazione di una sua personalissima estetica, che trova sbocco, quasi per caso, poco più di un paio di due anni orsono, in una serie di opere, veri e propri aforismi visivi, realizzati con la tecnica dell’elaborazione fotografica digitale.
Benché il medium artistico utilizzato da Papeschi si riveli di grande modernità, risente direttamente degli influssi della cultura del collage, non tanto nell’accezione tipica di certa produzione artistica tipica degli anni 60/70, quanto in quella direttamente desunta dall’esperienze di derivazione Dada e Bauhaus.
Proprio la forte influenza della poetica di Hanna Hoch e del Dada tedesco, mixati con evidenti riferimenti al Pop, permettono di individuare una utile chiave di lettura della produzione di Max Papeschi.
Il risultato di questo mix di rimandi è un lavoro che, senza timore, si può definire caustico, graffiante, caratterizzato da contenuti forti che colpiscono in maniera inesorabile ed ironica i vizi e le virtù della società contemporanea.
I personaggi dei cartoni animati, simbolo universale di un mondo rassicurante e perfetto, perdono la loro funzione per veicolare un’ indagine, non scevra di implicazioni sociologiche, sulla realtà contemporanea, dando vita a composizioni dove un ricercato gusto per il non sense stravolge i tradizionali topoi culturali a cui siamo abituati
Papeschi recupera una certa dimensione sociale dell’arte vestendo, metaforicamente, i panni del giullare-inteso come personaggio libero e istrionico che si può permettere un approccio critico verso le realtà più consolidate-e si concede, per mezzo della sottile arma dell’ironia, la possibilità di provocare con l’ intento di sollecitare una riflessione mai banale sul contemporaneo.
Le opere di Max Papeschi rimarranno in mostra presso la Galleria Barbara Mahler nella seda della UBS di Lugano dal 25 Febbraio al 22 Marzo 2010.