Galleria Barbara Mahler
  ANGELS

foto: opera "Angelo che insegna l'arte di volare ", 2001

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ANGELS - Pablo Compagnucci - a cura di Igor Zanti [>> opere]

Galleria Barbarbara Mahler
7 dicembre, 2005 - 20 gennaio, 2006
UBS - Lugano
7 dicembre, 2005 - 20 gennaio, 2006 Pura - Lugano


Sulle orme di polvere degli angeli, alla ricerca di Pablo

Io sono l'Angelo della realtá,
intravisto un'istante sulla soglia.

Non ho ala di cenere, né oro di stinto,
né tepore d'aureola mi riscalda.
Non mi seguono stelle in corteo, in
me racchiudo l'essere e il conoscere.
Sono uno come voi, e ció che sono e so
per me come per voi é la stessa cosa.
Eppure, io sono l'Angelo necessario della terra,
poiché chi vede me vede di nuovo
la terra, libera dai ceppi della mente, dura,
caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto
monotono levarsi in liquide lentezze e affiorare
in sillabe d'acqua; come un significato
che si cerchi per ripetizioni, approssimando.
O forse io sono soltanto una figura a metá,
intravista un'istante, invenzione della mente,
un'apparizione tanto lieve all'apparenza
che basta ch'io volga le spalle,
ed eccomi presto, troppo presto, scomparso?

W. Stevens

Conoscendo da un po' di tempo Pablo, ed avendo già curato il suo lavoro, ero convinto che questo interesse per il tema angelico derivasse da un background di profonda matrice cattolica, un cattelicesimo di stato sudamericano, ricco di contaminazioni, fortemente ifluenzato da accezioni folkloristiche e da quella spiritualità un po pagana, frutto della forzata cristianizzazione del Sud America.
Solo una lunga chiaccherata con Pablo mi ha portato a comprendere le ragioni più profonde ed il vero significato di "Angeli"...

Il termine angelo deriva da una parola greca che significa "nunzio" derivato dal verbo "annunciare". Questa parola dovrebbe avere origine dalla radice indoeuropea "AG" tipica dei verbi che indicano movimento, quindi "colui che si muove per annunciare".
Un punto di partenza per comprendere gli "angeli" di Pablo Compagnucci, può essere il tenere presente il primo ed originale significato della parola angelo. Mi sono infatti reso conto come nell'arte di Pablo anche il signicato delle parole sia importante e non casuale, come la scelta dei titoli nelle sue opere sia frutto di un ragionamento e non solo il risultato di una necessità didascalia e come la lingua ed il linguaggio siano elementi portanti della sua arte.

[...] Compagnucci nel rappresentare l'angelo, che assume nel suo pantheon l'aspetto di essere spirituale assoluto, portatore di luce, sente la necessità di dover variare il registro, il utilizzare un linguaggio differente da quello utilizzato nella rappresentazione delle realtà una neo lingua "sacerdotale", che possa essere adatta al tema trattato come se "potesse parlare la lingua degli uomini e degli angeli" (San Paolo).

[...] L'arte di Pablo è un'arte difficile, venata di una profonda ricerca intellettuale e spirituale, le sue immagini portano ad essere fraintese, non si riesce a cogliere il filo conduttore poichè questo è frutto di un percorso dell'anima dell'artista, un percorso criptico, talvolta ermetico ed anche "l'intenditore di cose d'arte" si smarrisce nei labirintici meandri dell'agire artistico di Pablo. [...]

L'arte di Compagnucci è un'arte della mente, che riflette la caoticità e la spontaneità di alcune intuizioni, il libero sfogo dei pensieri selvaggi e irrazionali di una mente fintamente pacata, il rigore di una profonda conoscenza dell'"accademia" ed il disordine di mille spunti forniti da un'intensa e ricca vita intellettuale.

Ed ora provate a rispondere... lo vedete l'angelo?


Milano, 15 novembre 2005



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